Jakob Kudsk Steensen at Halle am Berghain

27 Settembre 2021 by Nessun commento

L’Halle am Berghain grazie a Light Art Space Project (LAS) si riscopre spazio per l’arte, come ha già fatto per altre expo in passato, dimenticando per un attimo i ritmi della musica diventando location perfetta per Berl-Berl, lo spazio espositivo che è stato in scena a Berlino grazie a Jakob Kudsk Steensen. La sua installazione audio video, fatta in 3D, ci porta indietro nel tempo, esattamente a diecimila anni fa, alle origini della terra che poi diventerà la città di Berlino, dove ancora la presenza umana è totalmente assente.

L’arte di Jakob Kudsk Steensen è assolutamente immersiva, che chiede tempo allo spettatore di immergersi con essa pian piano, venendo invasi a 360 di suoni naturali e immagini.

Il lavoro dell’artista durato mesi nel raccogliere più immagini possibili riguardo i territori attorno a Berlino e Brandeburgo, lavorando assieme nella ricerca anche con il Naturkunden museum, crea una porta di accesso a una realtà extra sensoriale che mi ha fatto molto pensare prima di tutto a quanto il concetto del tempo oggi sia lontano proprio anni luce da quello espresso nello spazio espositivo al Berghain. Schiavi del tempo, obbligati a rispettare scadenze, a correre… Il mondo di invece di Jakob Kudsk Steensen è totalmente l’opposto. Ci si rende conto sin da subito appena entrati che ci troviamo in una realtà fuori dal tempo, dove ogni cambiamento, ogni movimento di foglia, goccia d’acqua, di terra diventi soggetto di tutto quello che sta succedendo davanti ai nostri occhi.


Dove sta la novità dell’opera finita di J.K.S.?
La sfida, da lui enormemente vinta, è riuscire a far sedere il pubblico e tenerlo davanti a una ricreazione naturale gigante 3D scandita solo dal rumore dell’acqua o da versi di animali in sottofondo.
Ci si deve sedere, gli elementi audio video non sono previsti per un tempo limitato, non c’è una trama, un inizio o una fine. Questo ci permette pian piano di rilassarci facendoci ricordare che la Natura è la nostra vera origine, che anche non volendolo troveremo sempre un habitat in sintonia con noi stessi all’esterno.
Riflettendoci, i tempi che scandiscono la vita animale o quella vegetale non sono mai cambiati nel corso del tempo. I tempi dell’essere umano via via nella storia invece sì. Dobbiamo ritrovare prima di tutto, oggi più che mai, noi stessi e ritrovare un dialogo aperto e senza filtri con la natura.

Perché il Berghain è la location perfetta per questa esposizione? Il suo colore, il grezzo delle sue pareti, il suono naturale che rimbalza dalle sue pareti permette di creare un micromondo, una zona delimitata dalla vita esterna di ogni giorno che permette di riconciliare corpo e spirito.



Foto in evidenza: Jakob Kudsk Steensen_Berl-Berl