Visita alla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia

19 Agosto 2021 by Nessun commento

A Dorsoduro 701, affacciato sul Canal Grande, si trova Palazzo Venier dei Leoni, sede di una delle più importanti collezioni di arte europea e americana del 1900. Dove in precedenza risedette la rinomata Marchesa Luisa Casati, il Palazzo fu la residenza privata di Peggy Guggenheim, una delle più grandi collezioniste di arte contemporanea, che nella sua vita collezionò opere d’arte del secolo scorso che nel tempo sono diventate punti di riferimento dell’arte moderna e che ora sono parte del patrimonio artistico di questo palazzo, disponibile alla visione del pubblico. 

Chi era Peggy Guggenheim:
Non si è mai definita una collezionista, ma “un museo” – Peggy Guggenheim nacque a New York nel 1898, di famiglia ebrea attiva nel settore minerario di fine Ottocento. Dopo la morte del padre nello sventurato naufragio del Titanic (1912)  Peggy si trasferì a Parigi dove entrò a contatto per la prima volta con la Parigi bohemienne dell’epoca, ricca di figure artistiche di spicco come Marcel Duchamp e Brancusi. Dopo l’apertura della sua prima galleria a Londra nel 1938, Guggenheim iniziò a farsi strada nel mondo dell’arte diventando scopritrice dell’arte del dopoguerra – Jean Cocteau, Kandinsky, Duchamp sono solo alcuni degli artisti che Peggy Guggenheim diede spazio e visibilità nelle sue esposizioni. Il grande contributo che Peggy Guggenheim diede allo sviluppo di quell’arte poi chiamata Espressionismo astratto fu “Art of This Century”, collezione di opere che andavano dal 1910 al 1942, opere rappresentative del Cubismo, Futurismo, Dada, Surrealismo e molti altri movimenti artistici che esposte a New York in una galleria-museo, punto di incontro tra passato europeo e futuro americano.


In una giornata calda di agosto sono riuscito a visitare la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia. La struttura del palazzo, lavoro architettonico purtroppo non portato a compimento, è formata di un solo piano, affacciandosi con un giardino esterno sul Canal Grande – una location da sogno. Visitare la collezione Guggenheim non è come entrare in un normale museo – le opere sono collocate in stanza piccole, così che il visitatore si sente davvero in un ambiente privato e intimo.
Per cominciare, prima di entrare nell’abitazione, ad accogliere il visitatore c’è un giardino dove si incontrano sculture di artisti, punti cardine per l’arte di fine Ottocento primi Novecento come per esempio Max Ernst e la sua opera in bronzo “Per le strade di Atene” 1960 o Giacometti con “Donna che cammina” 1936 o “Donna in piedi” 1947. Salita la scala d’ingresso si entra nella prima stanza e ci si trova davanti a un’opera di Francis Picabia del 1915 “Pittura rarissima sulla terra”. A lato una suggestiva opera di Marcel Duchamp “Nudo (Studio), Giovane triste in treno” del 1912, dove le sembianze umane di un viso si moltiplicano quasi nell’infinito sentimento della tristezza umana. Man Ray e Kandinsky sono altri due artisti presenti nella collezione nelle sale successive – il primo con “Silhouette” del 1916 e il secondo con “Croce bianca” del 1922, nella quale si possono riconoscere paramenti russo bizantini emettendo quasi luce agli occhi di chi li guarda. Tra le tante opere da poter ammirare c’è sicuramente Jackson Pollock con “Foresta incantata” del 1947 – con la tecnica del “drip painting” l’artista rompe gli schemi mostrando il suo impulso creativo al pubblico, non considerando più l’opera d’arte come un’imitazione della realtà esterna ma libera espressione dell’io dell’artista.



© Peggy Guggenheim Collection. Photo Matteo De Fina



Oltre a rimanere affascinati da “La vestizione della sposa” di Max Ernst del 1940 con una donna-uccello minacciosa che ci guarda, è impossibile non citare due grandi artisti presenti nella collezione – Alberto Burri con “Bianco B” del 1965, che con il metodo della combustione brucia materiali non convenzionali come plastica e vinile sfidando la piattezza classica dell’arte tradizionale e Lucio Fontana con “Concetto Spaziale” del ’57 aprendo l’arte tradizionale al mondo spazio tempo.

Visitare la collezione Peggy Guggenheim è un must see non solo per gli amanti dell’arte ma anche per gli amanti della storia perché grazie alle opere presenti nella collezione si può capire meglio come l’intelletto dell’uomo si è evoluto ed ha aperto nuove strade all’arte che oggi viviamo nel presente.



Foto di copertina:
Peggy Guggenheim con i suoi terrier Lhasa Apsos sulla terrazza di Palazzo Venier dei Leoni prospiciente il Canal Grande, Venezia, anni ’60. Foto Archivio Cameraphoto Epoche. Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia, Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005.