Ryan Elliott: Ricorda Chi Sei

It was my second time in Panorama Bar: a Klubnacht on April 20th, 2013 and I remember the first person that I saw upstairs on Panorama Bar: Ryan Elliott. Everything inside was really unbelievable as usual but the music that I was listening to was crazy. 8 months later: a gig in Venice at the New Age Club: I have never imagined I would be able to chat with that man who rocked Panorama Bar on that night back in April. See below at what we have talked about. Many thanks Ryan.

I suggest to listen to the beloved “Ryan Elliott – Steadyrockin” before start reading. Enjoy!

 

Your residency at Panorama Bar. What are the feelings that you have when you play in it? Do you remember the first time you played on Panorama?

It’s simply the highlight of my month, every month. I feel as comfortable in that DJ booth as I do in my  own living room. I can take chances there and play records I can’t play anywhere else. Playing for 5+ hours really allows the DJ to get comfortable and connected with the crowd.

I first played Panorama on July 7th, 2007. It is still one of my personal career highlights. I was also asked back that same year to play the club birthday, that time in Berghain, on Dec 15th, 2007.

 

What are the disadvantages for you  about the massive moving of people from all around the world to Berlin in the musical scene?

I don’t see it as a disadvantage at all. I think any attention to our scene is healthy. Berlin welcomed me with open arms and it allowed me to be where I am today as a DJ and producer, so who am I to say someone else should be denied that same opportunity?

 

What would you do if you weren’t a DJ?

I think I would make a good book or movie editor. I’d also be a mean tailor.

 

What is the thing you say to yourself before starting playing? Eyes and smiles to you: what are the signals that helps you in understanding how to play during the set?

I always remind myself how lucky I am to be able to do this. I’m a 7 year old boy trapped in a 37 year old man’s body, so I still love playing loud music for people and watching them react. I try to bring to the club tracks that I love, but that I think the crowd will also love. That way we are both enjoying ourselves and each other.

 

What is the thing that it misses in your career and you would like to do in the future?

I am always trying to develop artistically. You can always learn new things, find better records, think about things differently, etc. Lately, I’ve started realizing that I need to give back to our scene more. It has done so much for me: I need to push newer and younger dj’s and producers that I believe in because I was lucky enough to have people do that for me when I needed it.

 

 

Italian Version

Era la mia seconda volta al Panorama Bar: quella notte Klubnacht il 20 Aprile 2013 ricordo la prima persona che ho visto salendo in Panorama: Ryan Elliott. Tutto era incredibilmente pazzesco attorno a me come il solito ma la musica che ho ascoltato quella notte era dannatamente speciale. Otto mesi dopo: una serata a Venezia al New Age Club: non avrei mai immaginato che avessi potuto incontrare e conoscere quella persona che aveva rockeggiato proprio quella notte in Panorama Bar in Aprile. Qui sotto la nostra chiacchierata. Grazie Ryan.

Suggerisco di ascoltare la ben amata traccia “Ryan Elliott – Steadyrockin” prima di iniziare a leggere. A voi!

 

Sei di casa in Panorama Bar. Quali sono le sensazioni che provi ogni volta che suoni in quella consolle? Ti ricordi la tua prima volta al Panorama?

Posso dire che è il momento di ogni mese che non vedo l’ora arrivi. Sono così a mio agio in quella consolle che mi sembra di stare nel salotto di casa mia. Posso azzardare in quella consolle e suonare dischi che non potrei suonare in nessun altro posto. Suonare per cinque e più ore veramente permette a un DJ ti stare bene e mettersi in linea diretta con il pubblico.

La mia prima volta in Panorama è stata il 7 Luglio 2007. La considero ancora come uno dei momenti più importanti della mia carriera musicale. Sono stato poi richiamato lo stesso anno in occasione del compleanno del club, in Berghain questa volta, il 15 Dicembre 2007.

 

Quali sono le conseguenze negative riguardo al fenomeno di massa che sta portando persone da tutto il mondo a Berlino attratte dall’incredibile scena musicale sviluppata negli ultimi anni?

Non lo vedo affatto come un fenomeno negativo a dire il vero. Penso che qualsiasi attenzione rivolta alla nostra scena musicale sia salutare. Come Berlino mi ha accolto a braccia aperte e mi ha permesso di arrivare dove sono oggi come Dj e produttore, chi sono io per togliere a qualcuno il diritto di sfruttare la stessa opportunità?

 

Cosa faresti nella vita se non facessi il DJ?

Penso che mi piacerebbe scrivere un buon libro o lavorare sui film.

 

Cosa dici a te stesso ogni volta prima di iniziare a suonare? Occhi e sorrisi verso di te: quali sono i segnali che ti fanno capire come condurre il tuo set?

Ricordo sempre a me stesso quanto sono fortunato a fare quello che faccio. Sono un ragazzo di sette anni in un corpo di trentasette, quindi amo stuzzicare le persone con la musica e vedere come reagiscono. Cerco di portare nel club le tracce che mi piacciono ma nello stesso anche quelle che possono piacere al pubblico. Questo è il miglior modo per intrattenere sia il pubblico che me.

 

C’è qualcosa che manca nella tua carriera che non hai mai fatto e che ti piacerebbe fare in futuro?

Sono sempre in costante ricerca di evolvermi artisticamente. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, buoni dischi da scoprire, vedere le cose da un punto di vista diverso, ecc. Di recente ho pensato che dovrei ricambiare di più verso la nostra scena musicale. Ha fatto tanto per me, devo investire su nuovi e giovani Dj e produttori nei quali credo perché anche io quando ero giovane sono stato fortunato a incontrare persone che hanno fatto lo stesso quando avevo bisogno.

 


Pics: Sven Marquardt