Cafarnao – Caos e miracoli

Se si legge la trama di questo film, prima di vederlo, si potrebbe pensare a una realizzazione cinematografica poco realistica, un storia romanzata – un bambino dodicenne che fa causa ai propri genitori per averlo messo al mondo. Anche il trailer, soprattutto quello in versione italiana, a dire il vero non rende giustizia. Dopo averlo visto, però, ci si rende conto della grandezza di questo film e ci si ritrova quasi con una ferita che resta dentro, profonda, con la quale fare i conti e sulla quale riflettere. 
È la storia di Zain, un bambino di Beirut e che vive un’esistenza disagiata, costretto a lavorare per poter pagare l’affitto di casa, usato per spacciare e trascurato dai propri genitori. È un bambino adulto, che si prende cura dei propri fratelli, più di tutti della propria sorella, oggetto di desiderio dei più grandi. Lui vorrebbe andare a scuola, ma la sua vita è quella di un adulto senza infanzia, senza aspirazioni per il proprio futuro, che quasi sostituisce la figura del genitore nella propria famiglia. Nel corso del film gli si presenteranno sfide sempre più difficili e saprà cavarsela, meglio degli adulti attorno a lui. È un bambino intelligente, poco loquace, serio (lo si vede sorridere nel film forse solo due volte), ingegnoso, conscio della dura realtà che lo circonda. Non si lascia mai andare alla disperazione, cerca sempre di uscire dalle situazioni difficoltose cercando sempre una via d’uscita. Stravolge il modo di parlare di Zain, che nonostante l’età usa parole da adulto. Colpisce il modo nel quale risolve quasi sempre i suoi problemi. Ferisce il non vederlo felice.
Quella che la regista Nadine Labaki porta sul grande schermo è la vita disagiata di Beirut, non vista dagli occhi di un adulto ma di un bambino qualsiasi che vive per strada e che si ribella alla noncuranza genitoriale, all’infanzia negata, al potere del denaro e alla negata libertà dell’uomo. I bambini sono il futuro e possono salvare anche la vita degli adulti. Conoscete la storia di Zain dall’11 aprile in sala. Soundtrack struggente qui sotto.