Woman before a glass – alla scoperta di Peggy Guggenheim

Woman before a glass (Donna allo specchio) è un viaggio a Venezia negli anni Sessanta, con destinazione Palazzo Venier dei Leoni, dimora di Peggy Guggenheim, proprietaria di una collezione d’arte privata che tutti vogliono e che nessuno mai riuscirà ad avere. La protagonista ha quasi settant’anni e inizia a pensare a come proteggere le opere che l’hanno sempre accompagnata nella sua vita – vorrà essere sicura che rimarranno in quel palazzo quando lei non ci sarà più.
La storia, che si sviluppa con una performance di una sola attrice, Caterina Casini, non ci mostra la signora dell’arte che tutti noi già conosciamo (quella raccontata dai video e dalle fotografie dell’epoca viste in scena grazie alla tecnica del video-mapping) ma una Peggy privata, che in un dialogo con il pubblico mostra come la vita di una donna conosciuta in tutto il mondo, apparentemente felice e spensierata, possa in realtà assomigliare a quella di tutti noi.
I balli con Duchamp a Parigi, la scoperta di Brancusi, la sua relazione con Beckett: Woman before a glass ci permette di conoscere più da vicino il rapporto di Peggy con la figlia che cerca in tutti i modi di lanciare nel mondo dell’arte (forse inconsciamente per crearle uno spazio sicuro a difesa dalle sue debolezze che la porteranno poi al suicidio), con i suoi piaceri e i suoi vizi, come l’alcool e il sesso che l’aiutavano a dimenticare i traumi vissuti dalla perdita della sorella e dalle violenze subite dai tanti uomini che l’hanno amata e voluta. Una Peggy che vive la sua vita nel suo spazio intimo, il suo palazzo,  passando il tempo a scegliere i suoi vestiti (Madame Vionnet tra i tanti), a ricordare la sua amata/odiata Parigi (dove è stata cacciata da Picasso stesso nel suo atelier), il rapporto con i suoi genitori (la morte del padre sul Titanic).

L’arte è sempre una domanda. Peggy non conosce il perché del suo amore verso l’arte, ma scoprendo un po’ la sua vita privata capiamo che circondarsi di quadri è stato come quasi crearsi un micromondo, una barriera di protezione dai dolori, dai ricordi e forse anche un voler portare avanti la passione per l’arte del tanto amato padre. Ogni quadro della sua collezione è una storia che le appartiene: non riuscirà mai a separarsene. I famigliari e l’affetto gli sono mancati già da giovane, le opere che ha in casa sono pezzi di vita, del suo cuore, l’unica cosa che le è rimasta e che danno un senso alla sua esistenza. Una donna trasgressiva, al centro della scena artistica del ventesimo secolo ma estremamente umana.

 

 

Woman before a glass

(Donna allo specchio)

venerdì 1 e sabato 2 febbraio ore 20,30
domenica 3 febbraio ore 18,30

Teatro Palladium
piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma – Tel: 06 5733 2772

Caterina Casini è attrice regista e autrice, e si occupa costantemente di didattica teatrale. Diplomatasi allo Studio Fersen di Arti Sceniche nel 1977, inizia subito il suo percorso di attrice con le regie brechtiane di Gian Carlo Sammartano. Studia e lavora a Parigi con Carlo Boso, maestro di commedia dell’arte, e tra gli altri con Aldo Trionfo, Tonino Conte, Marco Mattolini, Emanuela Giordano, Mariano Rigillo, Walter Manfrè, Maurizio Panici, Giles Devere Smith. Studia regia per opera lirica al centro studio Ferruccio Busoni di Empoli con Virginio Puecher. Nel 1988 approda in televisione con Renzo Arbore e inizia il suo lavoro sulla comicità per la tv, la radio e il teatro come autrice e interprete. In cinema e televisione ha lavorato tra gli altri con i registi Marco Ferreri, Marco Mattolini, Mazzacurati, Guido Chiesa, Stefano Pasetto, Carlo Vanzina. Nel 2001 fonda col comune di Sansepolcro la Scuola Comunale di Teatro e ne assume la direzione didattica e artistica. Nel 2003 fonda l’associazione Laboratori Permanenti, nel 2009 ottiene la trasformazione dell’ex ospedale di Sansepolcro in teatro, inaugurato nel 2013 come Teatro Alla Misericordia di Sansepolcro, e ne assume la co-direzione artistica.