Diario di Altaroma, Luglio 2017

Un riepilogo dell’esperienza Altaroma edizione di Luglio 2017.

 

6 luglio
Il nostro calendario Altaroma inizia con Greta Boldini. Marchio vincitore di WOIS 2013 (Who Is On Next è il progetto di scouting di Altaroma e Vogue Italia per dare spazio ai giovani talenti italiani), Greta Boldini presenta la sua collezione “Sussurri” che si ispira alla linea talare rossa dei cardinali (non possono non venirci in mente le Sorelle Fontana e il Pretino indossato da Anita Ekberg ne “La Dolce Vita” di Fellini) indossate in un pomeriggio di maggio in Basilicata. Durante la sfilata si scopre una donna elegante, dall’abito semplice, da indossare nel quotidiano. Tradizione sartoriale messa in risalto dal lavoro del designer, Alexander Flagella: nessun orpello, è un’eleganza immacolata, quasi poetica.
Soprabiti in nylon antipioggia. I colori che si contrappongono ma che allo stesso tempo si bilanciano sono quelli che ricordano i paesaggi lucani del fotografo Franco Fontana insieme ai colori accesi e solenni del rosso cardinale, avorio e nero. Tra i tessuti visti in passerella: cotone stampato al popeline e tela panama. E poi ancora chiffon, georgette, organza, tulle, pizzi macramè. Accessorio protagonista della collezione: il cappello che passa dall’essere indossato all’aria aperta in aperta campagna all’essere usato dai cardinali che ci ricorda molto i film di Fellini. In aggiunta, ha attirato la mia attenzione durante la sfilata la borraccia come accessorio, messa a livello della vita come oggetto da mostrare durante il giorno.

 

 

7 luglio
What Is On Next?
è il progetto di fashion scouting dedicato ai giovani emergenti Made in Italy del settore moda ideato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Il vincitore ogni anno riceve un supporto sotto il punto di vista economico e organizzativo dopo aver presentato la sua collezione ad Altaroma dando la possibilità di entrare nel network moda nazionale e internazionale. I vincitori quest’anno sono i ragazzi di Act n°1, Galib Gasanov e Luca Lin che hanno presentato ad Altaroma una collezione risultato di un mix di più culture unendo tradizione e street style. Le fonti di ispirazione arrivano dal background dei designer, sulla loro infanzia, la Cina e l’Azerbaijan.
Altri due giovani designer hanno attirato la mia attenzione in passerella a WOIS. Marco Rambaldi (laureato Design della Moda IUAV Venezia, debutta a Milano con la sua prima collezione nel 2014) e Davide Grillo (studi alla Central Saint Martins di Londra e il Nafa Fur Studio di Toronto, dopo un esperienza da Dolce e Gabbana Alta Moda fonda il suo marchio nel 2016).

Rani Zakhem riconferma la sua presenza ad Altaroma. Lo stilista libanese ha sempre visto la sua donna ideale come desiderosa di vestire con stile per mettere in mostra il suo lato nascosto chic. I suoi sono abiti che mettono in evidenza il corpo della figura femminile di chi li indossa mescolando eleganza, modernità e tessuti di lusso, decorati fino all’ultimo centimetro da ricami e paillettes.
La donna Rani Zakhem portata sulla passerella di Altaroma è una fonte di luce, all’inizio lontana e poi sempre più vicina rivelando la sua vera forma, quasi trasformata in una stella che grazie alla mano dello stilista libanese raggiunge l’apice della sua luce. Gonne drappeggiate, maniche di seta: la passerella si trasforma in una via delle stelle. Seta, chiffon, tulle e raso. Tra i colori più usati il lillà e il ciclamino con tocchi di argento. Il tutto si chiude poi con l’oro e il bianco: prima l’abito plissé caratterizzato da stelle d’oro, poi un abito corolla marcato da polvere d’oro e infine l’abito candido bianco da sposa, dal lungo strascico.

 

 

Dopo aver assistito al talk nel pomeriggio con il padre alla Coin Excelsior, Efisio Marras ha presentato la sua collezione debutto ad Altaroma. Efisio nasce nel 1992 ad Alghero. Dopo gli studi alla Parsons di Parigi, alla CSM di Londra e al Temple University di Tokyo si laurea in fotografia. Prende il timone della seconda linea del padre Antonio Marras, I’M Isola Marras debuttando a Milano a giugno di quest’anno. L’idea di Efisio è creare “uno spazio illimitato dove creatività e nuove idee si incontrano”.
Ad Altaroma è andato in scena uno spettacolo, scene di vita normale in stile street e mood grunge. Al centro della sala, circondata dalla passerella, un’impalcatura dove i modelli, dopo aver sfilato, si arrampicavano e iniziavano a interagire aprendo bottiglie di vino, toccandosi, spogliandosi, tenendo delle armi in mano, baciandosi. Ispirandosi a Mathilda, protagonista del film Léon di Luc Besson con Jean Reno, da I’M Isola Marras traspare contemporaneità, sessualità, senso di disorientamento ma anche libertà. Un’estetica punk underground caratterizzata da bomber, tessuti d’argento traforati, slip bianchi e canottiere unisex, scarponi da combattimento.
È certo che rispetto alle altre collezioni presentate ad Altaroma, I’M Isola Marras è stata una scossa, una ventata di cambiamento, un piacevole shock che meglio di altri ha fatto capire quanto è importante dare la parola alle nuove generazioni di creativi.

8 luglio
Alla mattina è stata presentata la collezione di Erkan Coruh. Turco, ma che vive ora a Milano, Erkan Coruh ha vinto il WOIS 2010. Presenta ad Altaroma quest’anno il viaggio di una donna  sulla “Via della Seta”. Un’atmosfera sensuale e quasi spirituale, caratterizzata da pantaloni voluminosi con spacchi, foulard dai colori accesi insieme a colori sbiaditi del bianco e del nero. Un viaggio che va a toccare le origini del designer ma caratterizzato anche da nuove vie di espressione.

Dopo aver presentato la sua collezione a Parigi Autunno-Inverno 2017/2018 Antonio Grimaldi ha aperto le porte del suo atelier a Palazzo Besso a Largo di Torre Argentina. Appena si entra si viene colpiti da quell’aria minimal ma allo stesso tempo elegante, quasi da museo, del design scelto per l’atelier. Si arriva a percorrere quasi un percorso: in ogni corridoio e in ogni stanza si può trovare almeno un vestito della nuova collezione. Nell’area del laboratorio, disegni degli outfit e appesi al muro dei camici bianchi (che mi hanno riportato alla mente lo stile Margiela, camice bianco come emblema per esprimere la propria filosofia minimalista ma allo stesso tempo artigianale). Abiti lavorati nel dettaglio, che emanano emozioni, un’aria cosmopolita che rispecchia l’animo del designer stesso e che lasciano alla donna lo spazio per muoversi donando quasi un tocco di sacralità e purezza.

 

 

Come ogni edizione di Altaroma, si valutano i risultati raggiunti e si cerca di capire in cosa si può migliorare. L’aver portato I’m Isola Marras a Roma è stata una delle cose migliori che si potesse fare quest’anno cambiando un po’ la linea che Altaroma ha avuto negli ultimi anni. Quaranta gli eventi in programma, cinquanta i designer e i brand che hanno dato del suo a questa edizione, centocinquanta gli studenti che hanno trovato spazio grazie ad Altaroma presentando le loro creazioni.
Le parole della presidente Silvia Venturini Fendi sono state incoraggianti ma allo stesso tempo chiare sulla necessità di avere il massimo supporto possibile da istituzioni:

“Nonostante i ridotti mezzi a disposizione e le difficoltà ed incertezze che hanno impattato pesantemente sulla gestione della Società nell’anno in corso siamo riusciti a realizzare entrambe le manifestazioni, di Gennaio e di Luglio, garantendo continuità alla missione di Altaroma a favore dei nuovi talenti della moda. Sono certa che riusciremo a consolidare e irrobustire questo percorso evolutivo di Altaroma, verso il ruolo e gli obiettivi assegnati poco più di un anno fa dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Città di Roma e ribaditi dal Ministro Calenda. Obiettivi che per essere raggiunti necessitano di solide certezze, che ad Altaroma sono venute a mancare, su impegni strategici ed economici da parte dei Soci che abbiano prospettive di durata e di consistenza sufficienti a supportare progetti di ancor più ampio respiro per una città con potenzialità enormi. La presenza di diversi rappresentanti delle istituzioni agli eventi di questi giorni e il confronto sereno e fattivo avviato con i Soci mi rendono fiduciosa sul futuro di Altaroma.”

La strada giusta è stata presa. Ora bisogna seguirla e mantenere la direzione corretta per arrivare a fare di Altaroma la nuova meta fashion italiana che possa rilanciare non solo il settore Made in Italy ma anche la città di Roma. La moda non è solo design, ma arte e cultura. Investendo nella moda e in progetti come Altaroma ne trarremo vantaggio tutti: in questo modo non rilanceremo solo la nostra città ma anche noi stessi. Arrivederci all’anno prossimo Altaroma!

 

P.S. Come sempre do spazio alla musica postando una delle tracce che mi sono piaciute durante gli show di Altaroma. Qui sotto una traccia ascoltata nel finale di Rani Zakhem.