PANORAMA BAR: Tom Trago

Aria fredda, pioggia. La strada che inizia da Ost Bahnof e arriva all’ultima fabbrica di Wriezener Bahnof come è solito piena di taxi, messi lì in coda quasi sembrano in attesa anche loro di entrare al Berghain facendo la fila aspettando l’ok dalle guards che coprono alla porta Mr Sven). Il sentiero sterrato e i tornelli che rallentano l’arrivo alla porta sono fradici, la terra calpestata diventata ormai fango: il silenzio di quelli che conoscono già il posto, la trepidazione che ti porta a guardare verso il basso. I muri già da fuori sembrano contenere a fatica la musica del Panorama Bar che dà segno di vita dalle sue finestre che, vibranti, si illuminano e si spengono a ritmo di sonorità elettroniche. L’odore dello stabile industriale inizi già a sentirlo da fuori quando ormai hai i tre piani del Berghain davanti a te. Stai entrando in una Berlino diversa, quella che c’è lì fuori la metti un attimo da parte, ci tornerai (non sai esattamente quando ma domani uscirai, forse).

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Non c’ero mai stato di venerdì ed ero molto curioso di vedere come sarebbe stato. La serata del 9 Novembre era “Raster-Noton Nacht & Finest Friday”, c’erano tra i tanti, Tom Trago con il suo nuovo live-set e poi dopo di lui Laurent Garnier. Entrambi a mio parere hanno dato un risultato ottimo. Il Berghain aveva dei pannelli Led sopra la consolle per i tanti live che erano in programma quella notte. Io sono stato in Panorama Bar: lo preferisco sia per il livello di qualità della musica e la linea artistica scelta, sia perchè ballare guardando Berlino fuori e sotto i tuoi piedi è una cosa sempre emozionante da brividi.

Un ottimo Tom Trago che ha saputo dimostrarsi un artista che sa interpretare la pista e che ha saputo adattare la sua musica al luogo nel quale si trovava. All’inizio un po’ schwarz (come il luogo richiederebbe), poi scaldandosi si è lasciato andare a suoni molto piu’ piacevoli, ritmati, inserendo anche alcune delle tracce del suo nuovo album uscito da poco. Tom ha fatto ballare e divertire il pubblico, lo ha attratto riempiendo totalmente lo spazio davanti a sè già alcuni minuti dopo il suo inizio. Giochi di luce e musica personalizzata per la notte che stava facendo il suo corso. La qualità si sentiva e chi se ne intende un po’ non poteva starsene di certo in disparte: la musica dovevi viverla da protagonista. Occhi chiusi, il corpo lasciato andare a sè stesso. Ti trovi in un posto nel quale la musica è la tua aria, le luci i tuoi punti di riferimento, le persone che non conosci i tuoi compagni di viaggio. La sacralità di un luogo: quei muri ne avrebbero da raccontare.

Grazie Panorama Bar è stato indimenticabile come sempre.