Teho Teardo – La Retour À La Raison

In tedesco sono chiamati “Stummfilm”, in inglese “Silent Film” e in francese “Film Muet”. Prima dei 3D, del digitale, dei 16:9, dei sottotitoli e dei colori, il cinema era in bianco e nero, ed era muto. L’interpretazione degli attori era un elemento fondamentale nella buona riuscita del film: chi recitava, doveva riuscire allo stesso tempo a “raccontare” con i gesti e con le espressioni del viso quello che stava succedendo. Il cinema, in uno stato così puro e nuovo, trovava nella musica suonata dal vivo (con pianoforte o organo in sala) un forte sostegno per far vivere storie fantastiche a chi si trovava seduto davanti allo schermo.
Il cinema muto lo vedo come una delle tante proiezioni di immagini che compaiono nella nostra mente quando ascoltiamo una traccia o una canzone per la prima volta. Quanti film muti abbiamo visto nella nostra vita che la musica ha creato, sempre, in noi.
Quello che Teho Teardo è riuscito a fare è qualcosa di straordinario: ispirandosi a tre film muti degli anni Venti, del regista e artista Man Ray, ha scritto delle musiche. Mi piace pensare che se oggi si potesse assistere nei cinema ad un film muto, ci sarebbe la possibilità di sentire Teardo dal vivo e questa sua musica, come testimonia il video qui sotto, riesce a parlarci, senza usare nessuna parola.

Negli anni Venti il cinema e l’arte erano in parte il riflesso del futuro. Chissà cosa ne penserebbe Man Ray oggi, vissuto fino agli anni Settanta, ascoltando “La Retour À La Raison”. Teho gli scrive per l’occasione una lettera raccontandogli della sua creazione e di com’è riuscito a ottenere i suoni per comporlo.
“… ho deciso che avrei iniziato questo progetto utilizzando principalmente gli oggetti che erano rimasti sul tavolo del mio studio dopo l’ultima sessione di registrazioni: molle, chiodi, roncole, filo di rame, spray disossidante, pezzi di metallo. Ho usato le gambe del tavolo e la mia sedia per creare le fonti ritmiche; poi il pavimento, il metallo del lucernario. In modo casuale ho registrato rumori e suoni di oggetti per giorni.”
Ottenere suoni da oggetti e materiali che servono a creare.

“La Retour À La Raison” è forse anche un viaggio nel passato, ma non solo al cinema muto, ma a quando ancora l’uomo era in contatto con il proprio Io.
Cosa manca per poter tornare “À La Raison”? Noi e il nostro essenziale: come un film dove non serve l’audio per vivere sulla propria pelle la storia che stiamo assistendo, anche noi dovremmo svuotarci della musica non utile, usa e getta, e farci riempire invece di quella per la nostra mente, che torna a parlare con il cuore, che riscopre i sentimenti e ritrova gli affetti. Senza parole ma con le note.