RITTER BUTZKE: Gui Boratto

U8. Siamo a Moritzplatz e le linee della metro hanno da poco ripreso la loro corsa dopo una notte di pausa. La scritta arancione in direzione Rudow indica “in 4 min” e alcuni calci a una lattina per terra diventano il passatempo in attesa che il mezzo arrivi per tornare a casa. Si vedono solo alcuni bevitori di birra all’orizzonte svegli dalla notte prima, le strade in superficie sono quasi deserte. È iniziato il tanto atteso weekend di fuoco a Berlino che preannuncia l’arrivo della tanto desiderata estate. Nelle zone più frequentate si cominciano a vedere i primi gruppi di turisti, gli ombrellini copri sole ma qui a Kreuzberg tutto resta nella normalità. Berlino d’estate cambia volto: prende colore, si scalda, le giornate si allungano ma la musica di qualità resta sempre a un livello superiore (chi dice il contrario semplicemente non se n’è ancora reso conto o forse non lo capirà mai).
A pochi passi dalla fermata dell’UBahn, in una vecchia struttura industriale a mattoni gialli e rossi, si trova uno dei club più gettonati di Berlino, il Ritter Butzke. Questo posto ti offre la possibilità di ascoltare la musica sia all’interno che all’esterno, infatti oltre alle due sale principali interne (divise una dall’altra da un corridoio) si trova un’altra postazione musicale proprio all’esterno. Il materiale di cui è caratterizzata la struttura, oltre al mattone, è il legno: soffitti, pareti… Quando si entra la sensazione è quella di stare all’interno di una barca. Il dettaglio interessante: le tende rosse aperte, come un palcoscenico, per entrambe le postazioni musicali delle due sale grandi.
Lo spettacolo è iniziato. Sapendo che in una sala sta suonando Gui Boratto e dall’altra Robag Wruhme, si crea un sentimento di agitazione: in nessuna delle due parti vogliamo perderci i momenti migliori quindi la tattica migliore è quella di approfittare i momenti lenti di uno per trasferirsi dall’altro e viceversa. La musica di Boratto è come sempre riconoscibile: chi conosce i suoi album a memoria come il sottoscritto sa che l’artista brasiliano la sa lunga sui suoni elettronici, l’adrenalina e i beat che arrivano diretti trascinando chi lo ascolta in una danza vivace e mai noiosa. Wruhme invece: il suo è un continuo viaggio introspettivo, circondato di suoni naturali, aperture mentali. È un artista che si diverte in consolle e la sua allegria e la sua forza riesce a comunicarla a chi lo sta ascoltando.
Nonostante il caldo, il locale è fresco, c’è molto spazio dove poter trovare la propria posizione per godere pienamente della musica, c’è sia il pubblico attento e scrupoloso dei cambi degli artisti, sia quello che si trova lì per caso. Entrambe le parti si sono unite creando una bella atmosfera, viva e spensierata. Sembra di essere all’interno di un mondo nascosto, di un’altra epoca: siamo a teatro, gli attori sono già sul palco e non vogliono smettere di recitare e il pubblico a casa non ci vuole andare.

Se siete a Berlino e non volete andare nei club conosciuti, informatevi sulla scaletta del Ritter Butzke in programma: merita sicuramente una visita.