Il Mode Museum Ad Anversa

Incuriosito da quella Olanda che tanto regala (e ha regalato) a livello sartoriale, con i suoi abiti di qualità, con quei tagli che raccontano tradizione e innovazione allo stesso tempo, aggiungendoci il mio interesse per il marchio Dries Van Noten, ho potuto fare la conoscenza di Karen Van Godtsnhoven, curatrice del MoMu, il museo dedicato alla Moda di Anversa, focalizzato sulla moda belga, che ha alle basi i produttivi e fantastici anni Ottanta con nomi di spicco come Martin Margiela, per esempio.
Spazio creativo che lascio spazio alla moda e alla musica. Sicuramente una meta da visitare se si è ad Anversa. La nostra chiaccherata con Karen qui sotto.
English version below.

 

Ciao Karen. Ci puoi raccontare di più riguardo il tuo ruolo al MOMU di Anversa? Perchè è così importante avere un museo di moda proprio ad Anversa?

Il mio ruolo è quella di curatore: ricerco i temi e gli oggetti da mettere a disposizione per una esibizione, ricerco i concept e scrivo e modifico i cataloghi. Mostriamo sempre la moda sotto il punto di vista culturale, perché la moda è lo specchio dei suoi tempi, quindi ci piace usare molto materiali come video, immagini, musica a volte e anche odori per raccontare la storia a chi si appresta a visitarci… Un ruolo molto vario quello che ricopro. Al MoMu organizziamo esposizioni di moda (due all’anno: una riguardo a un designer specifico e l’altra riguardo un tema specifico), curiamo mostre di moda in location esterne ed abbiamo un ruolo attivo nella scena fashion design di Anversa. Il museo fa anche da catalizzatore per l’identità culturale di Anversa: siamo nella stessa struttura dell’FFI e la Fashion Department Royal Academy. Il museo gioca un ruolo centrale nella scena fashion per chi lo visita e per le persone del posto. Siamo poi nella stessa area dei negozi dei designer indipendenti e studios. Diamo spazio anche ai giovani talentuosi al piano terra mostrando le loro realizzazioni. Tutto questo perché le persone con un interesse verso la moda olandese possano viverla in un modo diverso da come potrebbe invece farlo in un negozio o durante una sfilata, avendo un maggiore approccio culturale, che è di sicuro un valore aggiunto per l’amante di questo settore.

 

Raccontaci di qualche progetto al quale hai lavorato per il museo e raccontaci quello che secondo te è stato un plus per la struttura.

Difficile da sceglierne uno ma diciamo per esempio, oltre all’esposizione di Dries Van Noten, lo show “Birds of Paradise” sull’utilizzo delle piume nella moda al Bowes Museum, un castello in Inghilterra. Di recente abbiamo installato una parete video nella quale è possibile vedere tutte le mostre presenti nel museo, un video che ne mostra l’utilizzo è possibile vederlo qui. Abbiamo poi completato il progetto Moda Europeo portando molte delle nostre collezioni liberamente disponibili online per studenti e ricercatori. Stiamo lavorando anche su progetti futuri in Belgio e all’Estero.

 

Photo: Koende Waal
Photo: Koende Waal

 

Cosa ci puoi raccontare riguardo “Inspirations”, l’esibizione di Dries Van Noten? Cosa possiamo scoprire al suo interno?

Questa espozione è unica nel suo genere perché mostra una selezione dei trent’anni di lavoro di Dries Van Noten raggruppate per tematica con l’aggiunta del suo tocco personale: troverete custumi storici dal museo Les Arts Dècoratifs oppure l’arte moderna di Rothko e Picasso ma anche Kurt Cobain e Jimi Hendrix!

 

Come sta andando il settore moda in Belgio? Ci sono dei cambiamenti che stanno per arrivare?

Ora che la prima generazione (i Sei di Anversa e Martin Margiela) sta diventando leggermente più vecchia, stiamo vedendo l’arrivo di giovani designer che stanno prendendo lo spazio che meritano. C’è un forte spirito rivoluzionario sui temi della sostenibilità e nel voler rivoluzionare il sistema fashion, come per esempio Bruno Pieters di HonestBy e Mats Rombaut, che creano vestiti e scarpe sostenibili, dall’ottimo design estetico. L’Antwerp Fashion Department resta sempre vivo, internazionale e dinamico. A giugno ci sarà lo show di fine anno, uno spettacolo che porterà quattromila persone in due giorni qui ad Anversa, tutti studenti dal primo al quarto anno che mostreranno le loro realizzazioni!

 

 

 

 

English version

 

Can you tell us more about the activity of the MOMU in Antwerp? What is your role in it? Why is it so important to have a Museum of fashion for the city of Antwerp?

Here at MoMu Museum, we organize fashion exhibitions (two per year: always one is about a designer and one is about a theme), we curate fashion exhibitions at external locations and have an active role in the Antwerp fashion design scene.
My role is curator of the exhibitions: I research the themes and loans and objects in an exhibition, look for concepts of presentation and also I write and edit for the catalogue. We always show the cultural context of fashion, because fashion is a mirror of its time so we use a lot of video, imagery, sometimes music and even smells to tell the story to the visitor.. A lot of variety in my job that’s for sure. The museum has an important role as a catalyst for Antwerp’s cultural identity: we are in one building with the FFI and the fashion department of the Royal Academy, so the museum plays a central role in the fashion scene, for visitors and local people. We are also located in the shopping area and are close to independent designer stores and studios. We also show the students’ work downstairs so we are also a platform for young talent. Because people with an interest in (Belgian) fashion can come and experience fashion in a different way than for example in a store or catwalk show, because you get a more cultural experience, the museum is an added value for fashion lovers.

 

Tell us some projects that you have followed in the last times and which one you have considered a plus for the museum.

Hard to choose, but for example, next to organizing Dries Van Noten in MoMu we travelled the previous ‘Birds of Paradise’ show about feathers in fashion to the Bowes Museum, which is a castle in England, so it was nice to see the exhibition in another setting. We also recently installed a video wall in which you can see our collection from outside the museum, you can see the video here. And we finished the European Fashion project and brought most of our collection freely available online for students and researchers. We are also working on many future projects in Belgium and abroad.

 

Can you tell us about “Inspirations” exhibition of Dries Van Noten? What can we see in his exhibition?

The expo is very unique because in the exhibition you see a selection of Dries Van Noten’s 30year work (collections), grouped thematically together with his inspirations: this can be historical costumes from Les Arts Décoratifs or modern art like Rothko and Picasso, but also Kurt Cobain and Jimi Hendrix: it is very rich!

 

03-MoMu-BuildingPhotoSonjaDeWolf

 

How is the fashion industry in Belgium in going? Are there changing are going to come?

Now that the first generation (Antwerp Six and Martin Margiela) is slowly getting older and moving on, we see a lot of new young designers taking place in the spotlight. There’s a strong revolutionary spirit with the young designers in terms of sustainability and revolutionizing the fashion system, for example with Bruno Pieters (HonestBy) and Mats Rombaut, who create beautifully designed and sustainable clothes and shoes. The Antwerp fashion department remains as lively, international and dynamic as ever. In june they will have their graduation show, a spectacle that brings together 4.000 people in two days, all the students for 1st to 4th year show their work!