3.PARADIS: No al Normale

3.Paradis è un nuovo mondo, fashion ma non solo, che si sta evolvendo. E’ l’unione di due forze provenienti da Parigi e Hong Kong con l’obiettivo di rompere gli schemi che la società impone, primo su tutti: il modo di vestire.

3.Paradis è libertà, creatività, equilibrio, uguaglianza. E’ un gruppo: due ragazzi, Emeric e Raymond che hanno una sola necessità nella vita: creare.

English version below.

 

3.Paradis inizia la sua attività nel 2012. Ci potete raccontare l’origine di questo nome?

Il nome 3.Paradis racchiude al suo interno la sua sacra trinità: una perfetta armonia ed equilibrio tra mente, corpo e spirito per far sì che tutte le culture riescano a interagire in modo sereno. Il nostro movimento vuole colmare il divario delle disparità promuovendo una voce comune che rispecchi la generazione globale di oggi. Siamo due designer che arrivano da due diversi angoli del mondo con una visione artistica comune, con un sogno: riuscire ad unire e di abbracciare tutte le culture e le loro particolarità. Siamo la guida della nuova scuola, la voce della nuova generazione.

 

Emeric “Rico” Tchatchoua e Raymond “Samuray” Cheung. Quanto è stato difficile trovare un buon partner per costruire da zero un progetto che avevate molto a cuore, diventato poi 3. Paradis? Come vi siete conosciuti e come avete capito che la moda sarebbe stata la vostra strada per la vita?

Non è stato così difficile trovarci, non avevamo l’intenzione di trovarci un partner: è capitato. Abbiamo sentito molte persone dire che trovare un buon collaboratore per costruire un progetto risulta difficile, ma non è il nostro caso. Da quando ci siamo incontrati dieci anni fa fino ad oggi, abbiamo sempre continuato a credere che stavamo facendo la cosa giusta. Viviamo e respiriamo la moda.
Abbiamo deciso di unire le nostre forze e le nostre passioni per diventare fashion designer quando abbiamo fatto un viaggio in Europa, ed è lì che abbiamo capito la nostra necessità nel creare bellezza.

 

Ci potete raccontare qualcosa riguardo il primo giorno ufficiale di 3.Paradis? Parigi e Hong Kong sembrano così lontane: cos’ha il mondo della moda a Parigi che Hong Kong non può offrire? Cosa, invece, può offrire Hong Kong?

Nel 2012, durante il nostro viaggio in Europa, abbiamo avuto un’idea: una felpa da creare. Quindi possiamo dire che abbiamo iniziato partendo da una felpa. In quel periodo non c’era ancora un brand, soltanto un progetto. Abbiamo capito che non era abbastanza, avevamo bisogno di qualcosa in più. Così abbiamo iniziato a lavorare ad una collezione small capsule composta da tredici pezzi chiamati “0.0“.

Parigi e Hong Kong sono due delle più importanti città nel mondo fashion. La moda ha un ruolo maggiore per la vita delle persone in queste due città. Parigi è chic ed elegante, le persone sono meno stravaganti e ci sono più convenzioni ed etichette da seguire. Le persone di Parigi sono anche più minimaliste nel loro approccio nel vestire. Hong Kong non ha una lunga storia alle spalle riguardo la moda, come invece Parigi ha, quindi ci sono meno restrizioni, è più eccentrica e varia. La moda di Hong Kong è molto legata alla storia della sua città, una fusione tra Ovest ed Est senza limiti. Ci sono molte persone che vivono in città: ci ricorda molto Tokyo. Ci sono così tante tendenze che alla fine non ce n’è una vera e propria.

 

Quali sono le barriere che vorreste rompere nel mondo della moda maschile? Chi sono i vostri designer preferiti oggi?

Viviamo in un mondo pieno di convenzioni, regole e obblighi nel quale tantissime persone sono bloccate da preconcetti, definiti molte volte saggezza. Vogliamo aprire le menti e i cuori delle persone a cose differenti. Questo intendiamo quando parliamo di rompere gli schemi, ed è un concetto che va oltre la moda maschile. Parliamo del mondo nel quale viviamo, dove la società è condizionata nell’essere ed apparire per essere definita normale. Si aspettano che tu possa rientrare nello stesso stampo di tutti senza oltrepassare la linea. Provano sempre a chiuderti dentro una scatola e fare in modo che tu non riesca ad uscirne.

Vogliamo romperla questa scatola, abbiamo bisogno di più spazio.

I nostri designer preferiti oggi sono Hiroshi Fujiwara, Yohji Yamamoto, Raf Simons e Christian Carol Poell.

 

 

Che tipo di musica vi piace ascoltare? In che modo vi lasciate ispirare dal mondo attorno a voi?

Non abbiamo un genere musicale specifico. Ascoltiamo tutto quello che ci piace. E’ come il cibo, a volte vuoi mangiare pasta, altre volte sushi e altre volte un panino. Dipende da come ti senti, dipende dal momento.

La musica fa parte del nostro mondo e il mondo è la chiave della nostra ispirazione nel creare. La musica che ascoltiamo ha un forte impatto su noi stessi e può essere tradotta nei vestiti che creiamo. Ogni capo è un pezzo del nostro mondo e ci rappresentano, e la musica fa parte di questo mondo senza dubbio.

 

Quali sono i materiali che preferite usare?

Dipende dalla stagione, ci piace molto testare. A volte usiamo molto le fibre naturali come il cotone oppure il lino, altre volte invece usiamo materiali sintetici per dare un tocco futuristico ai nostri vestiti. Puntiamo sempre al comfort e alla qualità, è una priorità per noi.

 

Dove vi vedete tra cinque anni?

Ci piacerebbe iniziare a creare capi anche per la donna. Anche iniziare a curare mostre d’arte e di design. Siamo grandi appassionati di architettura. Vorremmo veramente soltanto creare di più in futuro, è questo quello che ci rende felici.

 

 

 

English version

 

3.Paradis starts in 2012. Can you tell us more about the reason of this name?

3.Paradis entails its own holy trinity, a perfect harmony and equilibrium between mind, body and soul so that all cultures interact peacefully and in serenity. Our movement bridges the gap between cultural disparities promoting a common voice amongst today’s global generation. We are two designers from different corners of the world with a common artistic vision and dream of uniting and embracing all cultures and differences. We are the leader of the new school, the voice of the new generation.

 

Emeric “Rico” Tchatchoua and Raymond “Samuray” Cheung. How hard was finding a good partner to build a project that you have had ever at heart? When did you meet you and in what way you understood that fashion would be the right world for your life?

It wasn’t really hard to find a good partner because we never really looked for one another, it just happened organically. We heard from different people that finding a good partner to build a project is hard, but we never really experienced it so we can’t really tell you about it. Since we met each other 10 years ago, it’s always been in us, we always felt like this would happen. We live and breathe fashion. However, we decided to join our forces and follow our passions and dreams of being a fashion designer when we went on a trip all over Europe and realized our need to create beauty.

 

Can you tell us about the first day of life of 3.Paradis? Paris and Hong Kong seem so far: what the fashion from Paris has that Hong Kong can’t offer? And what does Hong Kong give to its public that Paris can’t?

In 2012, during a trip all over Europe, we had that idea of a sweatshirt. So we first started with a sweatshirt. At that time it wasn’t even a brand, just a project. We clearly realized that it wasn’t enough. We needed more. So we extend it into a small capsule collection of 13 pieces entitled “0.0”. Paris and Hong Kong are two of the most fashion forward cities in the world. Fashion takes a major role in people’s life there. Paris is classy and chic, people are more conservative there, and there are more codes and conventions. Parisians are also more minimalist in their approach of fashion. Hong Kong doesn’t have a long history in fashion like Paris so there are less restrictions, it is way more eccentric and diverse. Hong Kong fashion has also been heavily influenced by its own history; it is a fusion of Western and East without restriction. There are so many people in the city. It reminds us of Tokyo; there are so many trends that there is no trend.

 

What are the conventions that you would like to break in the menswear world? Who are your favourite designers today?

We live in a world full of conventions, rules and constraints where so many people have conventional so-called wisdom and preconceived ideas. We slowly want to open people’s minds and hearts to different things. This is what we mean when we talk about breaking conventions, it’s even more global than menswear fashion. We’re talking about the world we live in. Society attempts to force people to conform and appear like “normal” people. They expect you to fit the mould and fall in lane. They always try to put you in a box and make sure you don’t move from it. We’re breaking this box, we need more space. Our favourite designers today are Hiroshi Fujiwara, Yohji Yamamoto, Raf Simons and Christian Carol Poell.

 

What type of music do you listen to? In what way do you have inspiration in creating your clothes from the world around you?

We don’t have any specific type of music. We listen to whatever we like. It’s like food, sometimes you will eat pasta, sometimes sushi and another day you could eat a burger. It depends on how you feel. It depends on the moment.

Music is part of our environment and environment is key to our design inspiration. The music we listen to has a big impact on our persona and can be translate into our clothes. Each piece of clothing is a piece of our world and really represents who we are and music is definitely a part of it.

 

What are your favourite textils that you love?

It depends on the season, we like exploring. Sometimes we use more natural fibber like cotton or linen, sometimes more synthetic to give a more futuristic look to our clothes. We’re always looking for comfort and quality. It is our priority.

 

Where would you like to find yourself in five years?

We would love to start designing womenswear. Also, we want to start curating more Art exhibition and design buildings. We are big fan of architecture and think we could bring a lot and have a lot of fun with it. Basically we just want to create more and more, this is what make us happy in life.