Musica E Moda: ODEUR

Oggi apriamo una nuova sezione dedicata al mondo della fashion industry non parlando solo della moda dal punto di vista estetico ma anche da quello musicale. La musica può essere un fattore determinante nella presentazione di una collezione. Per questo motivo abbiamo partecipato alla Fashion Week a Berlino incontrando i ragazzi di ODEUR, Petter e Gorjan. ODEUR nasce nel 2006 da un’idea di Petter Hollström (oggi con Gorjan Lauseger) che dalla Svezia ha lanciato il suo marchio creando un vestiario neutro, solido e di tendenza che sta crescendo sempre più. Alcune domande al fondatore di ODEUR, Petter Hollström.
English Version below.

 

 

Odeur, in attività dal 2006. Petter e Gorjan. Riesci a raccontarmi come è nata e si è evoluta la vostra passione per la moda? Quando vi siete conosciuti?

Ho iniziato ad avere un certo interesse per gli indumenti e gli abiti già durante la mia adolescenza. Durante la scuola superiore ho sviluppato un forte interesse per il design e il graphic design. Odeur è stato un esperimento iniziato nel 2006-2007, ho conosciuto successivamente Gorjan ad una fiera a Stoccolma nel 2008. Gorjan lavorava nella fiera ed è lì che abbiamo parlato della nostra passione capendo entrambi la nostra intenzione di lavorare insieme. Le nostre opinioni e i nostri gusti combaciavano quindi è stato molto spontaneo iniziare un percorso insieme.

 

Quali sono i passaggi fondamentali che Odeur ha percorso dal 2006 ad oggi? Quando hai iniziato a capire che stava nascendo qualcosa di concreto?

È stato davvero un percorso che si è allungato passo a passo e ogni volta che c’è stato un nuovo distributore o nuovi negozi interessati a Odeur si è iniziato a capire che qualcosa si stava veramente evolvendo. Il primo grande passo e l’inizio di tutto è stato quando sono stato contattato da un distributore giapponese nel 2006. Voleva mettere in mostra la collezione offrendosi anche per la produzione nel caso in cui avessi avuto difficoltà a farlo da solo. Questo è stato un passo molto importante nel rendere Odeur quello che oggi è.

 

Cosa rende unico un capo ODEUR?

Una silhouette quasi disegnata con assieme l’utilizzo di tessuti neutri. Spesso miriamo anche alla creazione di capi che siano confortevoli da indossare: non crediamo che sia una bella cosa la sensazione che si prova a sentirsi intrappolati in un vestito.

 

Sfogliando il catalogo nel vostro sito si possono vedere solo vestiti unisex. Per quale ragione avete deciso di lavorare per i due generi assieme invece di creare una linea specifica per uomo e una per donna?

Quando iniziamo a lavorare ad una nuova collezione non iniziamo pensando: “Per quale genere il vestito deve essere creato?”. E’ piu’ invece riguardo cosa il vestito esprime, i tessuti e la silhouette che vogliamo creare. Siamo più focalizzati sul tipo di persona che vogliamo vestire e non invece sul genere (se maschile o femminile).

 

 

ODR, una seconda linea piu’ basic e più’ semplice. Qual è secondo te il miglior outfit per andare a lavoro ogni giorno?

Qualsiasi vestito Odeur. Ci piace mettere assieme un paio di jeans con una t-shirt/maglia o una camicia. Diventa interessante quando senti che il vestito che stai portando comunica qualcosa riguardante te stesso: può anche essere solo una minima cosa come il profumo dell’indumento per esempio.

 

Riguardo la vostra presentazione alla Settimana della Moda a Berlino: cosa possiamo mettere in evidenza riguardo i vestiti da voi presentati? In che modo è stata scelta la musica che ha accompagnato l’uscita dei modelli?

Ci siamo molto divertiti a Berlino e siamo molto soddisfatti del prodotto finale. Per la musica abbiamo lavorato assieme a un compositore, Joel Sjödin, per creare il suono adatto. Abbiamo scelto poche canzoni che potessero davvero aggiungere qualcosa alla collezione e gli abbiamo poi chiesto se potesse lavorarci sopra. Ha composto tutte le intro e le uscite ed abbiamo avuto l’impressione che le tre canzoni che abbiamo scelto abbiano dato una buona dinamicità.

 

Nero e bianco sono le tonalità da voi predilette: quanto è importante non usare i colori nelle vostre collezioni e come avete deciso di utilizzare solo il bianco e nero?

Abbiamo usato tantissimo i colori nelle stagioni passate e ci siamo sempre innamorati dell’effetto che il colore dava alle collezioni. Poi quando i capi sono usciti nei negozi abbiamo deciso di non usarli più. Forse la scelta del bianco e nero è una scelta per lavorare su qualcosa di duraturo, che non passi di moda dopo solo una stagione o peggio, da una settimana all’altra. E certamente ci piace il contrasto bianco e nero e alcune delle sfumature di grigio che si vanno a creare.

 

Pensando ai rinomati fashion designer di oggi: c’è qualcuno al quale vi ispirate?

Ce ne sono tantissimi. Solitamente proviamo a raccogliere un po’ di ispirazione da artisti, pittori o altre forme per non entrare troppo nel profondo. Pittori come Pierre Soulages, leggende art director come Alexey Broovitch sono sempre fonte di grande ispirazione.

 

Quale tipo di musica ascoltate? Possono la musica e il mondo della moda avere una via comune sulla quale evolversi?

Ascoltiamo tantissimi generi diversi, non uno solo in particolare. Dalla classica al pop all’indie. Crediamo fortemente che la musica e la moda hanno un forte legame ed ognuno nutrisce l’altro a vicenda. Ci piace molto lavorare sulla musica per i nostri show e in questo momento stiamo anche lavorando a un “disco” per Odeur.

 

 


ENGLISH VERSION


Odeur since 2006. Petter and Gorjan. Can you tell us when your passion for fashion was born? When did you meet your partner?

I have been intrigued by garments and clothing since I was teen I think. It grew in my years on upper secondary together with a strong interest in design and graphic design. I started Odeur as an experiment in 2006-2007 and me and Gorjan met in a trade show in Stockholm back in 2008. Gorjan was working with the trade show and we talked and found out that we really wanted to work together. Our opinions and what we liked matched very well, so it was all very natural to start working together.

 

What are the main steps has Odeur done since 2006? When did you realize that something great was going to?

It is all really a matter of step by step. But every time I have heard from a new distributor or new stores that have been interested in the collection it has felt like something bigger is growing. The first big step, and also the reason to why it all really started, was when I was contacted by a Japanese distributor back in 2006. They wanted to show the collection and also offered to produce it if I could not find a way of doing it myself. That was a very important step in making Odeur come true.

 

What does it make typical the ODEUR clothes?

The often graphic silhouette along with clean fabrics. Often, we also try to create garments that are comfortable in some way. We do not believe it is a good thing to feel trapped in your clothes.

 

Looking your website they are all unisex clothes. Why did you decide to work on both sex together and not maybe a man line and a woman line?

When we create a collection, we never start thinking “which gender are we designing for?”. It is more about the expression, fabrics and silhouettes we want to create. It is more about what person we are creating for, rather than for what gender we are doing something.

 

 

ODR, a second clothes line more basic and simple. What is your best outfit to going work every day?

Any Odeur garments basically. We both enjoy jeans and a t-shirt/sweatshirt or a shirt. It is of course nice if you feel that the garments you wear tells something about you: it can be details, such as the scent of a garment for example.

 

About ODEUR’s runway at Berlin Fashion Week: is there something that you would like to put in evidence about your collection shown in Berlin? In what way have you chosen the music on the background during the runway?

We enjoyed the show and are really happy with it. For the music, we worked with a composer named Joel Sjödin to create the right sound. We chose a few songs that we really think added something to the collection and then asked if he could make something out of it. He composed all of the intro and the outro so that it was specially written for the show and we felt that the three songs we chose to incorporate all had a nice dynamic together.

 

Black and white are the colours most used in your collection: how important is not using the colours in your collections and why about your decision to use only black and white?

We have use colours lots of seasons a couple of years back. Every time we have done it, we have been in love with the colour throughout the process of creating the collection, then when it has been released in stores, we have both been so fed up with the colours we used. So I think it is in a way our take on working more long-lasting. Creating collections that does not die from season to season or even worse, from one week to another. And of course, we really like the contrast with black and white. And the occasional shades of grey.

 

Looking the main fashion designers today: who are the people you take inspiration from?

There are many talented fashion designers out there today. Generally we try to find the inspiration from other artists, painters and other art forms in order to not look too much inwards. Painters like Pierre Soulages, art director legends like Alexey Brodovitch are always inspiring.

 

Which type of music do you listen to? Can music and fashion have a common way to evolve together?

We listen to different kind of music, not only one genre really. It can be all from classical tunes to pop or indie really. We do definitely believe that music an fashion have a strong bond and nurtures each other. We always enjoy working on the music for our shows and we are actually also at the moment working on a “record” for Odeur.