In Consolle: Spencer Parker

La sezione “Behind the Booth” inaugura il 2015 di Musicbaum toccando con mano un pezzo del mondo techno permettendoci di conoscere uno degli artisti più ben voluti dal pubblico clubber, diventato resident di uno dei club perfetti dove poter ascoltare il nostro genere musicale prediletto: il Berghain.
Spencer Parker non ha bisogno di presentazioni. Gli abbiamo fatto qualche domanda riguardo la sua carriera. Brano consigliato durante la lettura: piè di pagina. 

 

 

Berghain: sei riuscito a vedere ogni stanza dei vari piani o ce ne sono ancora alcune che non sei riuscito a vedere?

Bè, è un club molto grande ma penso di aver visto la maggior parte delle sue stanze.

 

Ricorda tre esibizioni indimenticabili che hai vissuto in questo club.

Il mio set durato tutta la notte per The Korner è stata la mia prima volta in Kantine. Ma se dovessi nominare altre due gig indimenticabili: direi l’ultima volta che ho suonato in chiusura al lunedì’ mattina in Panorama Bar. Quella volta hanno chiuso il Berghain ed ho suonato per 9 ore consecutive. La seconda invece è stata la mia esibizione in Berghain come “BROTHERHOOD”, combinazione perfetta tra suono e location!

 

La tua carriera iniziata nel 2005. Com’è cambiata la vita di Spencer confrontandola con quella della sua prima release “Open Your Eyes”? Che cosa ci puoi dire riguardo la fiducia che hai sviluppato in te stesso? Quanti “NO” hai ricevuto all’inizio e quanti ripensamenti hai avuto riguardo la strada da musicista che volevi percorrere?

La mia carriera è iniziata molto prima del 2005, quell’anno segna solo l’inizio nel quale ho iniziato a fare dischi. Sono più un DJ che un produttore quindi credo che il più grande cambiamento sia riconoscibile nelle mie produzioni. Il mio primo disco ha molte tracce. Alcune sono state molto apprezzate, altre credo potevano dare di più… Ma credo che questo sia naturale e sono orgoglioso per aver avuto le palle per finire quello che ho iniziato a differenza di tanti altri con 3000 loop incompiuti nel loro laptop e in mano nulla di concreto…

 

Qual è il disco che pensi sia stato fondamentale nella tua carriera? Ascoltandolo oggi apporteresti qualche modifica?

Non credo ci sia un disco fondamentale presente nella mia carriera perché sono molto più conosciuto per il suonare dischi e non per farli.

 

Sei originario del Regno Unito. Cosa manca nella scena club UK che in altri nazioni come la Germania c’è? Cosa invece c’è di unico nel Regno Unito?

Ogni città ha la sua atmosfera che la caratterizza e ci sono comunque club fantastici a Londra come il Dance Tunnel. Credo però che Berlino sia difficile da battere a livello di techno club. Il Regno Unito ha sempre avuto una grande cultura club e continua ad avercela ancora oggi, Londra oggi è conosciuta come centro di sviluppo in questo campo musicale. Berlino ovviamente ha un’eredità non indifferente a livello di musica house e techno e credo sia un fattore molto determinante anche oggi.

 

Cosa pensi di Berlino oggi, cosa ti piace e cosa invece non sopporti. Hai mai perso l’orientamento in questa città di notte?

Non c’è nulla che possa dire di non sopportare riguardo Berlino. Non mi piace molto il mio tedesco che necessita ancora molte lezioni giornaliere ma è una cosa al quale sto lavorando. La città è fonte di ispirazione per me sotto molti punti di vista e le persone spesso ne parlano bene su come qui si viva meglio… E’ una cosa che succede per ogni grande città. Io sono di Croydon quindi questa pu’ darvi l’idea di come la vedo io.

 

Qual è il disco che non dimentichi mai di inserire nella tua borsa? Qual è il disco che non manca mai quando suoni a Berlino?

Sylvester “You Make Me Feel” (Mighty Real)” è uno dei miei dischi preferiti che non tolgo mai dalla borsa, disco che ho messo anche al Berghain.

 

 

 

 

English version

 

Berghain. Have you been able to see all the parts of the clubs or there are still some rooms that you didn’t see?

Well, it’s a very big club, but I think i’ve seen most of it.

 

Say to us three unforgettable gigs that you had there.

My all night long set for The Korner was the first time I’ve played the Kantine, actually. But if I had to name two more unforgettable gigs, I would definitely say the last time I played the closing set on Sunday into Monday morning in Panorama Bar: they shut Berghain and I finally played for 9 hours in total. And I also have to mention the time I played in Berghain as “BROTHERHOOD”, such an amazing sound and room to play !

 

Your career started around 2005. How has changed the Spencer’s life since the release of the first record “Open Your Eyes”? What about your trust in yourself? How many “NO” you heard about you and is it happened sometimes that you have thought to change your way?

My career started a long time before 2005, I just started to make some records in 2005. I am a Dj much more than a producer so I think the biggest change is in my productions. My very first record was signed and released, so I have effectively learned my production in public, with most of the tracks I’ve made being signed and released. Some I think were good and some I think could have been better… But I think that’s quite natural and I am proud that I had the balls to finish them, put them out there rather than be someone with 3000 half finished loops on his laptop.

 

What is the record that you think has been fundamental in your career? Listening to it today would you do some edits to it?

I don’t think there is one fundamental record to my career as I am more known for playing records than making them, I think.

 

You are from UK. What does in the UK club scene miss that in other countries like Germany there is? What instead is in UK that in other countries can’t find?

Every city has its own unique vibe and there are amazing clubs in London such as Dance Tunnel, but I think Berlin really takes some beating when it comes to house and techno clubs to visit. The UK has always had a great club culture and that continues to this day, London has always been known as a city that is continually pushing the envelope. Berlin obviously has an amazing heritage when it comes to house and techno and I think that is something that is still very strong today.

 

What do you think about the life in Berlin today. Tell us something that you like most about it and something that you hate. Have you never lost the way in this city in the night?

There is nothing I hate about living in berlin, but I’m not very happy about how bad my german language skills still are –  despite a fair amount of effort and daily lessons ! But I’m still working on this, so, one day, i hope to overcome my limited intellect. The city has been very inspiring to me on many levels and people love to talk about how it used to be so much better…  But I hear this kind of talk about every city and I live in the here and now, and here and now – it’s a pretty damn good place to live. I’m also from Croydon, so maybe that gives you a bigger frame of reference for my answer.

 

What is the record that never miss in your bag? What is the record that never miss in your bag when you play in Berlin?

Sylvester – “You Make Me Feel (Mighty Real)” is one of my all time favourite records and never leaves my bag that I’ve also played in Berghain.