Edward: Un Futuro Migliore

Il suo album in uscita questo mese su Giegling “Into a Better Future” dopo il suo primo, “Teupitz”.
Gilles, in arte Edward, è un artista di oggi ma con un background musicale molto ampio che influenza le sue produzioni rendendole ricche di melodie diverse ma in armonia tra loro. La sua passione per il Krautrock e il Punk degli anni Settanta hanno fortemente influenzato la sua ultima realizzazione. Grazie a quest’ultima abbiamo potuto conoscerlo in modo piu’ approfondito partendo dalla copertina di “Into a Better Future”. Edward su Musicbaum.

English version below.

 

 

Chi è l’uomo seduto sull’auto che vediamo in copertina? Quando è stata scattata questa foto?

Nella foto potete vedere mio padre, con me da bambino, sopra una Mercedes. Io avevo più o meno un anno, quindi la foto è stata scattata circa 31 anni fa.

 

 

Qual è il motivo che ti ha portato a scegliere questa foto come copertina del tuo album?

Le copertine degli album firmate Giegling raccontano sempre una storia legata alla giovinezza dei suoi artisti. Non volevo come copertina una mia immagine da piccolo così ho cercato tra le vecchie foto di mio papà una di me da piccolo assieme a lui. Quando l’ho vista ho subito capito che era quella che cercavo. Anche mio papà è DJ, suoniamo molto assieme. Tante delle mie conoscenze arrivano da lui, per questo la copertina è perfetta.

 

In che modo è cambiato Edward oggi confrontandolo con l’Edward del primo album?

Facendo un confronto il mio primo album è molto più armonico e malinconico. Nel corso degli ultimi due anni sono diventato più concettuale e sperimentale. Penso che il primo album risultasse più di facile ascolto, quello nuovo richiede invece molta più attenzione nell’ascoltarlo. Alcune parti sono alquanto particolari. Se chiudete gli occhi dovreste riuscire a seguirlo ma se lo ascoltate e basta diventa un po’ più difficile entrarci dentro. Questo è quello che penso…

 

Tra le tue influenze musicali, Krautrock e Punk. In che modo è nata questa tua passione per gli anni Settanta?

Come punto d’inizio direi che è stato importanto il remix che ho fatto sulle musiche di Conny Plank, artista leggendario di quel periodo. Ho lavorato con materiale originale delle sue tracce. Grazie a questa possibilità ho tratto ispirazione sviluppando un nuovo modo nel fare musica iniziando ad approfondire quel periodo musicale con un approccio più profondo verso la musica che facevo. Il Krautrock è molto collegato alla scena free jazz anni Settanta segnata dai Fluxus e gli Happening. Così lo spirito di improvvisazione nelle band come Can oppure Amon Düül II, motivo di forte influenza su di me.

Il movimento Punk degli anni Ottanta si avvicina molto, a mio parere, a quello techno e house di oggi. Infatti, sia nel primo che nel secondo, puoi trovare lo spirito artistico del dare il massimo e puntare sempre in alto. Ad esempio oggi molti artisti producono, fanno master, eseguono l’artwork e gestiscono la loro label da soli.
La musica degli anni Ottanta però diventa più interessante perché le produzioni di quel periodo non risultavano così “pulite” a livello di arrangiamento e suono e la cosa rende questo genere speciale per me. Anche se oggi molti produttori aggiungono un, chiamalo rumore, alle loro release non cambia il fatto che molte tracce di oggi risultino purtroppo convenzionali e banali. Non sono un musicista professionista o un tecnico del suono come non lo sono nemmeno l’80% dei miei colleghi, ma in questo album ho provato a essere totalmente naive, caotico e autentico.

 

Qual è il disco “evergreen” che tieni a casa?

Nominarne soltanto uno mi risulta difficile ma ascolto molto l’album “Edge of Time” dei Dom. E’ una band dei primi anni Settanta di Duesseldorf, la città dove si è maggiormente sviluppato questo genere musicale. Per fare uscire il loro album hanno gestito loro una propria lable e stampato i dischi privatamente. Purtroppo da quello che so non hanno fatto altri album. La loro musica è molto moody, molti flauti di pan e organi. In quel momento il movimento Kraut/Punk era iniziato da poco: non è comunque per niente musica scadente ma invece introspettiva e spirituale.

 

 

 

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His album just come out on Giegling, “Into a better future”, is the second one after his “Teupitz.” Gilles, aka Edward, is an artist of today but with a very broad musical background that influences his productions making them rich: different tunes but in harmony with each other. His passion for Krautrock and punk music of the Seventies have strongly influenced his latest release. Thanks to “Into a Better Future” we could know him better starting from the cover of his cool album. Edward on Musicbaum.

 

 

Who is the man on the car? When the picture was taken?

On the picture you can see my father hanging with me as a baby on the top of a mercedes. Im more or less one year old. So the picture was taken 31 years old.

 

Why did you choose it as cover of your album?

The Giegling Album covers are always telling a story about the artists childhood. I really didn’t wanted to have me as a child on the cover so I searched in the collection of my dad the picture with me in the youngest age. When I found this picture I immediately felt that this was the perfect one. You know my father is DJ too we played a lot together and still do. Most of my basics I learned from him so in the end this cover makes perfect sense.

 

In what way  has Edward changed today looking the first album released?

My first Album is much more harmonic and melancholic. In these two years between the first and the second album my musical production became a little more reduced and experimental. I think the first album was, let’s say, easier to listen. The new one needs much more attention from its listener. Various parts get really weird. If you close your eyes and listen you might follow but if it’s just music in the background it could get difficult. At least that’s what I think..

 

Do you have Krautrock and Punk influences. In what way was this passion for the 70s born?

Starting point for me was the remix I did for a project of Conny Plank who is a legendary producer from this music period. I got the original parts of many tracks. Working with this original material was very inspiring and led me to a new way of producing. So I stared to dig deeper into this period of time. Krautrock is very connected to the 70s free jazz and Art scene like Fluxus and Happening. So the spirit of improvisation in bands like Can or Amon Düül II is very present. That is a big influence. On the other hand the Punkmovement of the 80s is in my opinion very close to techno and house producers of today. In both periods you can find this “do it yourself spirit”. Like for example today some artists produce, master, do the artwork and manage their label. Only the music of the 80s period is much more interesting because the productions didn’t sound so clean in terms of arrangement and sound.  Even if many todays producers add a, let’s call it “understatement noise” to their tracks, doesn’t change the fact that many tracks of the present sound conventional and formulaic. I’m not a professional musician or a sound engeneer like 80% of my colleges aren’t either, but in this album I’ve tried to take advantage of this fact by being very naive, chaotic and authentic.

 

What is your favourite “evergreen” record that you have at home?

Naming one is hard but I listen a lot to Dom s album Edge of Time. It’s from the early 70 by a formation from Duesseldorf the city with the most important output for this music and art period. To put out the Album they organized their own Label and pressed the records privately. Sadly from what I know they didn’t record any other albums. The music is really moody has a lot of pan flutes and organs in it. At this time new age just opened up so it’s really far away of being cheesy but very introspective and spiritual.