Malandra Jr: Il Mio Concerto Elettronico

Uno studio musicale che è partito dalla musica classica ed arrivato a quello della musica elettronica. Pianoforte, clarinetto e vinili. Vivaldi, Miles Davis e Peter Gabriel. 
Malandra sembra l’artista completo, a trecentosessanta gradi. Suonerà in Italia ad Agosto ad ISF, Infestazioni Soniche Festival a Vieste in live set. Conosciamo meglio la sua storia qui sotto e se troverete un video di Vivaldi mentre scorrete la pagina, niente paura: è musica.

 

 

MusicBaum: Simone, italiano ed originario dell’Abruzzo. Ci racconti la prima volta che hai messo le mani su un disco? Suoni il piano e il clarinetto: chi erano i tuoi compositori preferiti quando eri piccolo?

Malandra JR: Esatto, originario dell’Abruzzo. Sono nato letteralmente su una pila di dischi (molti ne ho ancora a casa): mia madre, infatti, è stata una radio dj e speaker e quindi sono nato quasi  dentro Radio5, dove lei lavorava negli anni Ottanta. Le mie mani hanno invece iniziato a “girare i dischi”  un paio di anni fa a Berlino. Suonavo quasi tutti i giorni in un Temporary Space bellissimo, il Where Is Jesus e, oltre a suonare live set, mi dilettavo a suonare qualche disco di China, proprietario del locale: era una sensazione bellissima.
Professionalmente sono un clarinettista ma il mio primo strumento è stato il pianoforte. A cinque anni mi divertivo a montare lo strumento di papà mentre all’età di sei ho iniziato a studiare il clarinetto con mio zio Franco, severissimo, che mi ha formato prima che iniziassi il conservatorio. I miei compositori preferiti? Soprattutto quelli provenienti dalla scuola russa per la loro potenza e l’uso massivo di ottoni. Tra i compositori italiani ho sempre amato Vivaldi, soprattutto da bambino e durante l’adolescenza: ricordo ancora la partitura del concerto per fagotto in Mi minore a memoria, solo il primo tempo. Nel mondo acustico classico adoro anche i grandi maestri della composizione per banda come Lufrano e Orsomando (vi consiglio “Cuore Abruzzese”, marcia sinfonica di grande spessore). Tra i contemporanei Miles Davis e Peter Gabriel che con “Biko” ha accompagnato la mia infanzia passata al mare, e perche no, l’album “Bleach” dei Nirvana. Insomma un mix di culture sonore.

 

 

MB: Quando l’elettronica è stata il risultato finale dei tuoi studi musicali? Può l’elettronica trovare un filo comune con la musica classica? 

M JR: L’elettronica è musica, quindi è come se l’avessi sempre studiata. Spero di non smettere mai di studiare musica perché vorrebbe dire non essere più sulla Terra. Prendi per esempio un quadro di Picasso e uno di Giotto, entrambi hanno solo una cosa in comune: la bellezza. Per me esistono due tipi di musica: quella bella e quella brutta. Un pensiero sulla musica classica ed elettronica: penso che talenti musicali possono avere grandi soddisfazioni attraverso l’elettronica che dà massima libertà di espressione e velocità di composizione a differenza della classica dove il grande problema è l’addestramento accademico che rende l’allievo un pò soldato e schiavo della partitura. A volte questo può soffocare l’istinto musicale, che secondo me è invece la cosa piu preziosa e da valorizzare.

 

MB: Posso già supporre che dall’Italia ti sei trasferito a Berlino. Ma è proprio vero che tutti gli artisti che si trasferiscono nella capitale tedesca riescono a trovare il giusto habitat per la loro musica? Berlino è per tutti o per tutti quelli che vogliono provare a prendere una via diversa da quella di casa nostra?

M JR: Berlino è fantastica per tutto ciò che gira intorno alla musica, l’habitat perfetto per l’arte in generale. Oggi è diventata più una moda con prezzi più alti.
Tanti italiani all’Estero cercano in qualche modo fortuna o si accontentano di uno stipendio sicuro. Berlino è perfetta soprattutto per chi cerca qualcosa di innovativo. Stiamo vivendo un’epoca digitale e i talenti nascono in ogni parte del mondo. Oggi, grazie ad internet, non è più essenziale “la fila indiana con il demo cd per club”, cosa che mi ha reso sempre triste.
E’ la città più bella del mondo. Ho quasi sempre studiato, ho sempre preso insegnamento da tutto mentre ero li’, registravo di tutto. Non sono partito con l’intenzione di stabilirmi li’ ed infatti, dopo due anni, sono tornato in Italia: mi mancava troppo la mia terra, i suoi colori, le persone, i suoi guai. Sto producendo molto, uscirò su due vinili in autunno e su una new entry label molto speciale. Ci tornerò a Berlino prossimamente, non per studiare e osservare in silenzio quello che mi circonda ma per suonare in un grande club. Tornare a Berlino come italiano sarà per me una grande vittoria!

 

MB: Hai un artista o collaboratore particolare che è stato importante nei tuoi primi anni come fonte di ispirazione? 

M JR: Ho sempre “divorato” la musica che ho ascoltato negli anni, non saprei a quale artista attribuire la mia formazione. Tra le persone che ricorderò sempre, sicuramente Fabrizio Meloni, mio grande maestro e primo clarinetto dell’orchestra del Teatro La Scala. Lui mi ha fatto capire che la mia fantasia e il mio istinto erano forse sprecati per un lavoro di orchestra, che forse dovevo provare a comporre e così ho fatto: immenso.

 

MB: Hai partecipato alla compilation Varius uscita su Cocoon nel 2011 con la traccia “Conquest”. Ci racconti il giorno nel quale hai ricevuto la chiamata da Cocoon? Come ti hanno conosciuto?

M JR: Abitavo a Roma, studiavo presso l’IITM di Roma con il grande Enrico Cosimi e tanti altri validissimi maestri. Gli allievi del corso erano tutti nerd, testone elettroniche che passavano mesi a modificare dieci secondi di traccia (anchè solo perchè suonava troppo “digitale” o non aveva il “grasso” giusto).
Io, tra cose belle e inascoltabili, pedalavo come un pazzo caricando in rete anche 15 tracce a settimana, mandandole senza paura alle label. Non ero il pupillo di nessuno al corso, anzi arrivavo sempre in ritardo, ed in più ero gia laureato in conservatorio. Ricordo che appena entravo in classe partivano le risate, un pò per il mio ciuffo ribelle, un pò per come mi presentavo io… un vulcano! Però, un giorno mi hanno chiamato da Francoforte: Cocoon! Gioia immensa per me, i miei cari compagni su reaktor non mi hanno più rivolto la parola.

 

MB: Sarai uno degli artisti presenti in consolle ad ISF 2014. Che cosa trovi in l’Italia di unico che negli altri paesi come nella Germania non c’è? 

M JR: Sì, ISF2014 sarà una delle tappe estive più importanti per me. La line up conferma che è uno dei migliori festival europei, gratuito anche. Facile capire le differenze tra noi e la Germania: noi abbiamo il sole, il mare, le donne più belle del mondo, la simpatia, l’empatia, il cibo ma i tedeschi hanno l’amor di patria come la Natura, la Storiae l’arte, cosa che noi italiani dovremmo iniziare a investire prima o poi.

 

MB: Hai progetti futuri, release, work in progress dei quali ci puoi anticipare qualcosa?

M JR: da poco sono stato notato da Werk, con artisti internazionali nel suo roster. Sono molto contento, si prevede un bel tour dove suonerò live, un vero live da offrire al pubblico, sempre piu aggiornato, speciale, personale. Da poco ho aggiunto un Ewi 4000s, tutto si sta arricchendo. Quest’inverno ne sentirete delle belle.