TIME WARP: Al di là dei sensi…

Provate a farlo. Per ogni evento musicale memorizzate il momento, la vibrazione chiave piu’ importante che avete sentito e che ve lo farà ricordare per molto, molto tempo anche in futuro. Time Warp 2014 per me sarà quella sensazione di aria fresca unita alla grande Techno proveniente dai tanti stage che domenica mattina mi ha creato un mix perfetto, rigenerante e paradisiaco poche ore prima della chiusura. Felicità e spensieratezza. La consapevolezza di trovarti nel posto giusto al momento giusto non capita spesso di sentirla.

Time Warp a Mannheim ha festeggiato il suo ventesimo compleanno  riconfermandosi (citando Sven Väth alla fine del suo set rivolgendosi a uno dei creatori di Time Warp) “the best indoor techno festival in the world”.
Mannheim, cittadina del Baden-Württemberg, lontana circa un’ora in auto da Francoforte (due ore per i tanti itineranti Ryanair che atterrano a Frankfurt Hahn). La location scelta per il Time Warp si trova nell’area Maimarkt, quartiere poco lontano dal centro città. Time Warp è diviso in sei stage ma noi, per scelte musicali, ci siamo “accampati” negli stage 2 e 4 (con un touchdown a Villalobos nello stage 3 dalle 02:00 alle 04:00).

Il “luna-park” Time Warp ha un viale principale dove ai lati si trovano i vari stage. In qualsiasi punto del festival ci sono sempre le indicazioni per ricordarti dove sei e la strada per lo stage che vuoi raggiungere (una cosa che all’inizio puoi considerare inutile ma che dopo l’entrata e l’uscita dai tantissimi live e dj-set capisci che diventa essenziale il senso dell’orientamento).
Time Tables puntuali con nessun ritardo. In ogni stage l’artista che doveva suonare arrivava in largo anticipo per prepararsi al passaggio del testimone. La gestione degli spazi negli stage dalla sicurezza è stata impeccabile permettendo a tutti di divertirsi lasciando i giusti spazi per respirare e fare delle pause da quegli enormi impianti audio con i sistemi di luce che quasi sembravano provenire da un altro mondo.

Lo Stage 2. Con i suoi tendaggi e luci soffuse sembrava quasi ricreare fisicamente la nostra parte della mente piu’ remota. La musica di Sven Väth, Recondite e Richie Hawtin sono state il transfer per quel mondo che solo la musica conosce la strada per raggiungerlo. La musica, quel mezzo di trasporto a energia pulita. Ah, quanto ci sarebbe piaciuto entrare nella testa di Recondite e leggere i suoi pensieri, i momenti speciali che ha voluto rievocare tra i presenti.

Lo Stage 4. Jamie Jones, Seth Troxler e Tale of Us. Raggi rossi provenienti dallo sfondo dello stage hanno alimentato con un forte magnetismo gli assettati di techno, la techno iperattiva, fluida, introspettiva. Il set esplosivo dei Tale of Us, l’energia che hanno trasmesso quelle quattro mani, i brividi lungo la schiena per la musica. Occhi semi chiusi per non rovinare il momento, l’incessante carica che i nostri piedi davano al nostro corpo. Irrazionale.

 Time Warp è stato tutto questo: la porta di confine tra la musica e la nostra mente, un ingresso diretto al di là dei sogni in una realtà dove ha regnato la sintonia tra persone proveniente da Paesi diversi che la techno buona ha saputo unire. Arrivederci Time Warp, ci vediamo presto!

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     Press pics: Togis Information Design