The Field – Cupid’s Head

Tornato da Stoccolma ho avuto il piacere di approfondire un artista che poi ho scoperto essere svedese (originario proprio di Stoccolma), una dei pezzi grossi della scuderia Kompakt.
Erede della cultura pop firmata “Abba”, Alex Willner aka The Field su Kompakt nasce come chitarrista punk.
Mandare promo alle case discografiche puo’ sembrare  per un’artista una mission impossible, una ricerca e un tentativo per farsi conoscere e far conoscere la propria musica. E’ quello che ha fatto Alex nel 2005 e che gli ha permesso di entrare in una delle label tedesche più prestigiose (Kompakt per l’appunto) alla corte di Michael Meyer, Jurgen Paape e Wolfgang Voigt. Debutta con l’album ‘Things Keep Falling Down’ e torna ora con la sua quarta opera, “Cupid’s Head”.

kom_110_CD_front_praegungansicht

Da mettere in evidenza. “They won’t see me”: siamo noi, un giradischi e un vecchio disco che sta prendendo pian piano giro sul piatto per introdurci a sonorità elettroniche che ti permettono tutto tranne che pensare. Alcune di queste richiamano il buon Paul Kalkbrenner, riportandoci in quella Berlino fatta di musica fresca e serate senza fine. “Black Sea”, pace e serenità trasformata poi in angoscia e frenesia con voci che quasi sembrano chiedere aiuto. “A guide Tour”, una delle migliori tracce dell’album (complicato sceglierne soltanto una) è un’escursione tra tastiere, corde con una voce femminile che ti accompagna e ti guida verso l’uscita e la chiusura dell’album.

Tracce con durata maggiore rispetto alla norma, una media di 9 minuti.  Uscita 30 Settembre.

#1