CHORDE: Teho Teardo Blixa Bargeld

Il live show di Teho Teardo e Blixa Bargeld è stato qualcosa di straordinario. Momenti speciali che purtroppo finiscono e che non vuoi dimenticare mai, quei brividi che raramente la musica ti fa provare, un senso di rigenerazione dell’anima. Un dialogo uomo-musica che ci ha fatto scavare nel profondo e trovare le “corde” del nostro cuore, gli angoli più nascosti della nostra mente, i nostri tasti più sensibili. Forse Teho e Blixa sono stati anche questo: un’energia che si è trasformata in musica capace di riportarci nel nostro stato puro ed originale senza nessun pensiero superficiale, di pregiudizio o preoccupazione che il nostro fare quotidiano facilmente ci fa assimilare. La loro musica ci ha reso estranei alla vita che quella notte abbiamo lasciato fuori dalla porta per alcune ore. A Chorde è andato in scena una cosa che non sappiamo più fare oggi: riscoprire noi stessi.

Luogo dell’evento la chiesa Evangelica Metodista di Roma. Guai a chi avesse provato ad aprirne le porte durante l’esibizione: l’arte non ammette interruzioni. Il luogo di culto privato di qualsiasi luce artificiale (pochissime e lievi quelle provenienti dal palco) è stato invece attraversato da fasce luminose colorate provenienti dalle vetrate della chiesa raffiguranti simboli religiosi come il candelabro a sette braccia e la vite. Prima di entrare era strano pensare come si potesse adattare la musica emozionante di Teho e la voce di Blixa in un luogo sacro. Se dovessimo però vedere il vero significato della parola troviamo anche “qualcosa che si venera”. Non vi sembra che alla fine del concerto la musica a Chorde vi abbia fatto un po’ venerare i due protagonisti davanti a voi?

Alcune melodie di archi nel sottofondo ci ha preparati all’esibizione e finalmente poi l’arrivo dei due protagonisti. Vestiti tutti e due completamente di nero per non distrarci e farci concentrare solo sulla loro musica hanno preso posto sul palco dando inizio finalmente a quel viaggio che ci avrebbe portato molto lontani da Roma.
Circondato da un energico impianto audio LSS e Bose c’era Teho sorridente con la sua inseparabile chitarra che nel corso del concerto le ha dato via via sempre più valore. E’ stata la trama, il nostro mezzo di trasporto che ci ha fatto strada in quel mondo surreale e fantastico dell’artista italiano. L’ha accarezzata quella chitarra, l’ha fatta diventare dolce e a volte l’ha fatta agitare, l’ha percossa, ci ha fatto di tutto. Teho è il regista della scena: con la sua strumentazione (laptop e hardware, pedaliere) ha diretto magistralmente gli strumenti ad arco (quasi come un maestro d’orchestra), gli effetti sonori, distorsioni, vibrazioni, echi. Elemento fondamentale di fronte a noi gli archi, entrati in punta di piedi ed usciti tra gli applausi.

Il cantante Blixa. Musicista poliedrico di Berlino Ovest ha vissuto sulla sua pelle la divisione della città e la caduta del Muro. Ha una voce profonda che insieme al suo accento (definito da lui “heavy german”) hanno creato un effetto ipnotico prendendoci con lui, facendoci rivivere momenti emozionanti del nostro passato.
Due personalità apparentemente diverse sul palco: la sperimentazione elettronica di Teho e la tradizione live tedesca di Blixa. Due mondi che si sono uniti inseguendo uno scopo comune: la purezza che solo la musica sa trasmettere. Nessuna scenografia particolare, arredi autentici. Forse non ci rendiamo conto ma siamo stati testimoni di un nuovo espressionismo, un’unione delle tecniche musicali moderne con una rappresentazione intensa quasi come quella che un teatro sa dare. Un effetto quasi “straniamento” quello tanto cercato da Brecht in Germania: il mix italiano/tedesco utilizzato nei brani cantati da Blixa non permette di trovare un filo logico per l’interpretazione dei testi e va bene così, la musica è anche questo.

Fine del concerto. Esco con il sorriso sulla faccia (still smiling) fiducioso che in Italia si possa dare ancora tanto. Esco con una gran voglia di andare in Germania e parlare tedesco, che anche se sbaglierò qualche parola potrò dire “Entschuldigen Sie” e che la vita tranquilla che tanto desideriamo è in realtà quella piena di soddisfazioni, di ricerca di noi stessi, vissuta e piena di avventure meravigliose come questa.